Il discepolo che Gesù amava

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Don Daniele Merlini, augura una Santa Pasqua a tutti i ragazzi del Borgo don Bosco

Carissimi ragazzi, nel cercare un pensiero che sia significativo e di augurio per questo periodo pasquale,  continuamente mi viene in mente la figura di Giovanni, “l’apostolo che Gesù amava”, perché era un giovane quando decise di seguire il maestro: insieme a suo fratello Giacomo non ci pensò due volte, lasciò le sue barche, suo padre,  la sua casa e divenne per gli altri apostoli il “figlio del tuono” per la forza con cui raccontava del messaggio del suo Maestro. Così voi, quando credete in qualcosa e sentite l’urgenza di gridarlo, di testimoniarlo in modi che a noi a volte sembrano irruenti ma hanno la forza della speranza, il desiderio del cambiamento.

Perché era affezionato come solo voi ragazzi sapete fare. Sembra di vederlo poggiare la testa sul petto di Gesù all’ultima cena, fisicamente vicino al suo amico, là dove il suo cuore amante intuiva ciò che ancora la testa di tutti e anche la sua non aveva ancora capito: la gravità e le conseguenze di quei gesti. E così mi vengono in mente tanti gesti e attenzioni di cui siete capaci che lasciano intravvedere una sensibilità a volte strabiliante, come l’ago di una bussola che intercetta  il dolore e si sintonizza.

Perché era coraggioso del coraggio di cui siete capaci quando sapete di poter riporre in un cuore la vostra fedeltà. Giovanni sta sotto la croce, unico tra gli apostoli che sono spariti tutti. Chissà … forse perché a un ragazzo non si dà credito e lo hanno sottovalutato, così come spesso facciamo con voi dimenticandoci di dove può arrivare la vostra forza, la vostra capacità di resistere alle difficoltà e di quanto spesso siete già grandi nonostante i vostri visi di bambini.

Perché era generoso e non si tirò indietro davanti ad una dimostrazione di fiducia, come quella di vedersi affidata la Madre del suo Messia, così come vediamo che spesso vi fate carico di situazioni davvero più grandi di voi, senza lamentarvi, anzi, con una dignità che lascia senza parole.

Perché era intuitivo e lui solo seppe riconoscere Gesù risorto, nella figura dell’uomo seduto sulla riva del lago di Tiberiade; voi leggete nei nostri cuori e ci aiutate a vedervi dentro quell’Uomo Dio seduto sulla riva ad aspettarci per ristorarci.

Continuate a essere così ragazzi, come  Giovanni, buoni, affezionati, coraggiosi e autentici.

Auguri di Buona e Santa  Pasqua