“IN & OUT” Oltre il disagio per riprendere a volare

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Giovedì 11 maggio, presso l’istituto Salesiano del Sacro Cuore di via Marsala 42, si è svolta la tavola Rotonda dal titolo “IN & OUT” Oltre il disagio per riprendere a volare.

L’incontro, organizzato dal Centro Accoglienza Minori del Borgo Ragazzi don Bosco di via Prenestina (Roma), s’inserisce all’interno degli appuntamenti previsti per celebrare il venticinquesimo anno di attività del Centro.

 Durante l’incontro si è tentato di fotografare la situazione odierna dei giovani presi in carico dagli Uffici di Servizio Sociale per Minori (USSM) e dai Centri di Prima Accoglienza (cpa), fornendo i dati dell’accoglienza sia a livello nazionale sia per ciò che riguarda la città di Roma. Proprio quest’ultima, come ha illustrato il prof. Andrea Farina, responsabile dell’Osservatorio Salesiano Diritti dei Minori, ha visto un lieve incremento dei soggetti segnalati agli uffici competenti che passa dai 1649 nel 2010 ai 1740 del 2016.

L’età della presa in carico è quella dei 16-17 e questo dato si riferisce sia ai giovani italiani che stranieri. Per tale ragione, i servizi che si occupano di minori a rischio a vario livello, hanno la necessità di confrontarsi continuamente sullo stato dei giovani calibrando il modello dell’accoglienza sui nuovi bisogni.

Don Stefano Aspettati, direttore del Borgo Ragazzi don Bosco, insieme a don Giovanni D’Andrea, presidente Salesiani per il Sociale, ed Alessandro Iannini, responsabile area Rimettere le Ali del Borgo don Bosco, hanno aperto i lavori della mattina fornendo una panoramica sulle attività del Centro Minori partendo dagli inizi, in via Marsala, fino ad arrivare ai giorni nostri e spiegando come si sia evoluto negli anni l’approccio ai giovani.

Un altro aspetto rilevante, emerso dall’incontro, è stato il contributo della dottoressa Simona Trillo, Neuropsichiatra Infantile Asl TSRMEE, la quale ha evidenziato come le patologie psichiatriche siano in aumento tra i giovani rispetto a 20 anni fa. Questo fattore è da ricondurre principalmente ai cambiamenti sociali che hanno colpito la struttura della famiglia che oggi può essere di diversi tipi: si va dalla monoparentale alla famiglia allargata passando per i giovani con doppio nucleo famigliare. Un’evoluzione che comporta un adeguamento costante da parte delle istituzioni e delle realtà che lavorano con i minori a rischio.

In quest’ottica nasce il progetto “La Perla. Restituire dignità ai minori stranieri vittime di sfruttamento.” realizzato in collaborazione con l’Unicef, l’Ospizio Salesiano del Sacro Cuore e l’associazione Naturalmente. Secondo i dati del 2016 del Ministero del Lavoro – ha spiegato il referente, don Raffaele Panno – oltre 6.100 minori stranieri non accompagnati sono clandestini e si trovano quindi al di fuori del sistema di accoglienza formale».  Questi bambini e adolescenti sono particolarmente vulnerabili, in quanto non consapevoli dei loro diritti e di chi possano fidarsi. Buona parte di essi può essere vittima di sfruttamento. A loro si rivolge il progetto che intende «pilotare, documentare e valutare interventi multisettoriali coordinati volti ad integrarli nella società italiana».

Sono intervenuti anche nella discussione Tiziana Bolghini, Direzione Generale Salute e Politiche Sociale della Regione Lazio, Gemma Tuccillo, Capo Dipartimento Giustizia Minorile e Gianna Depalma, Movimento Famiglie Affidatarie del Borgo Ragazzi don Bosco.