Testimonianze

Qualcuno crede in me, posso andare avanti!

Progetto: Amare ciò che amano i giovani

Qualcuno crede in me, posso andare avanti!

La passione è nata quando ancora stavo nel campo nomadi. Non sapevo bene cosa fare. Quando ancora andavo a scuola e i professori mi chiedevano “cosa vuoi fare da grande?” non sapevo cosa dire, anche se poi rispondevo che il mio sogno era di diventare un giocatore della Roma (la mia squadra del cuore). Sapevo che era un sogno troppo difficile da realizzare, ma qualcosa dovevo pur dire.

Dopo la terza media ho scelto di andare alla scuola più vicina a casa, che faceva un corso di meccanica, ma dopo il primo anno ho deciso di lasciare perché non potevo continuare a fare una cosa che non mi piaceva. Non volevo diventare come tanta gente che la mattina va a lavoro con il broncio. Io volevo svegliarmi sereno e fare qualcosa che mi interessava. La passione per il lavoro da acconciatore l’ho trovata nel posto in cui non avrei mai immaginato. Perché lì, nel campo, ti potevi solo rovinare con droghe, furti e cattive compagnie.

C’era un ragazzo che non aveva la possibilità di andare da un barbiere e un giorno, mentre eravamo a giocare alla playstation nella sua baracca, mi disse se volevo tagliargli i capelli perché si era stufato di farseli tagliare da sua madre. Allora mi dette una macchinetta tagliacapelli mezza scassata, trovata vicino ad un secchione e aggiustata da lui; ci mettemmo fuori casa sua con una sedia e gli tagliai i capelli. Lui rimase molto contento del risultato e io rimasi soddisfatto della sua contentezza. Da lì in poi ogni settimana gli tagliavo i capelli e la voce girò nel campo. Tanti signori e bambini mi chiesero di aggiustare i capelli ed io accettavo volentieri perché quella ormai stava diventando la mia passione.

Nel frattempo mi sono accorto che erano ormai due anni che avevo lasciato scuola, avevo perso tanto tempo nel fare cavolate. Durante quel periodo c’erano state tante cose che mi avevano fatto chiudere in me stesso: piano piano stavo sempre più a casa, mi sentivo perso. Se non fai niente le cose a poco a poco peggiorano. C’è una frase che ho letto di recente sul racconto der Grappino che mi è rimasta tanto impressa: “Quando non hai un lavoro regolare devi per forza pensare ai problemi per stare occupato e se non ce li hai i problemi te li crei”. E’ così: se non ci hai niente da fà, scapocci!

Adesso avevo però capito quale fosse il mio sogno. Non potei iniziare una scuola professionale di tre anni perché non rientravo con l’età ed allora decisi di chiedere aiuto ad un assistente sociale che mi indicò il Centro Ragazzi Don Bosco, dove facevano un corso da acconciatore. Il giorno dopo mi recai subito al centro per chiedere informazioni e mi dissero che i posti erano pochi e dovevano valutare se riuscivano ad inserirmi nel corso. Mi chiamarono dopo un po’ e mi dissero che potevo partecipare. Dovevo inizialmente andare a fare conoscenza del posto. Ero molto entusiasta di questa notizia perché non avrei buttato più via il mio tempo. Potevo iniziare a seguire il mio sogno e far accrescere la mia passione.

Quando abbiamo fatto l’accoglienza mi sentivo un po’ a disagio perché dovevo incontrare dei ragazzi nuovi. Dentro di me mi facevo tante domande, pensavo “chissà come andrà”. C’è stata però una operatrice che mi ha fatto capire bene dove ero capitato e cercava di comprendere se mi interessava veramente il corso. Allora mi sono tranquillizzato ed ero contento di iniziare, perché così non avrei buttato un altro anno senza far niente. In quel momento però ho dovuto fare una operazione chirurgica per un problema di salute e ho iniziato il corso con un mese di ritardo. Ero preoccupato per il fatto che gli altri stavano più avanti e io indietro. Quando però sono tornato, mi hanno messo subito a mio agio, abbiamo iniziato dalle cose di base. Anche con gli altri ragazzi mi sono trovato subito bene, c’era una bella atmosfera con molti ci capivamo con una occhiata. Sai com’è tra noi “ragazzi di strada” ci capiamo al volo. Spesso rimanevamo al centro anche più del dovuto, perché ci piaceva finire il lavoro che avevamo iniziato.

Ricordo però che un giorno sono arrivato in ritardo e la responsabile mi ha fatto ritornare a casa. Ci sono rimasto davvero male, per un attimo ho pensato anche di lasciare il corso. Ero arrabbiato, pensavo: “io faccio tanto ogni giorno e per questa piccola cosa mi mandano via”. Ogni mattina facevo le corse per arrivare in orario. Nei giorni successivi se mi chiedevano di fare qualcosa in più, non lo facevo. A me il favore non me lo avevano fatto. Dopo un po’ si sono accorti che avevo cambiato atteggiamento e mi hanno chiamato per fare un colloquio. Mi hanno chiesto i motivi del cambiamento e glieli ho spiegati. La responsabile mi ha fatto capire che la puntualità è importante e lo sarà anche sul lavoro. Poi sono rimasto molto sorpreso, perché mi ha chiesto scusa. Mi aveva visto arrabbiato e ha detto che forse aveva sbagliato anche lei nei modi. In quel momento sono rimasto spiazzato per il fatto che mi aveva chiesto scusa, anche se non doveva perché alla fine lo sapevo che avevo sbagliato io. Dopo questo episodio ho ricominciato il percorso per come doveva essere. E la ringrazio, perché arrivavo sempre puntuale e quando stavo per fare tardi correvo come un matto perché non volevo essere rimandato a casa.

In quel periodo ho iniziato anche a leggere, ma non perché lo “dovevo” fare. Mi piace farlo, mi aiuta a migliorare, a parlare un linguaggio corretto, a scrivere correttamente. Prima di venire al Borgo non leggevo, ma non perché non mi piaceva farlo. Non trovavo niente di interessante e se lo trovavo mi vergognavo a leggere perché gli altri mi avrebbero preso in giro. Ora ho anche capito che se leggi quando sei ragazzo poi non ti potranno prendere in giro quando cresci. Ho iniziato a leggere grazie al regalo di una operatrice che è una grande tifosa della Roma e mi ha regalato il libro “Un capitano” del mio idolo Francesco Totti. Ogni volta che venivo al corso dopo le lezioni ne leggevo un capitolo e da lì è iniziato anche il piacere per la lettura, che non si è fermata solo a quel libro.

Per quel che riguarda il corso mi sono impegnato per prepararmi agli esami, mi portavo il materiale a casa e lo rileggevo, soprattutto nei giorni prima delle prove. Durante le prove ero tranquillo perché mi sentivo preparato ed infatti l’esame è andato bene e sono riuscito a prendere l’attestato finale.

A fine anno abbiamo anche partecipato alla realizzazione di una sfilata. Noi dovevamo scegliere uno stile e realizzare l’acconciatura di una modella. Io, oltre alla modella, ho curato anche l’acconciatura e lo stile di un uomo, dato che mi piace occuparmi della parte maschile. Per l’uomo ho scelto uno stile inglese, per la donna ho scelto lo stile flamenco, perché ha origini gitane. La serata è riuscita molto bene, abbiamo fatto tutti un bel lavoro. Nella parte finale ci hanno fatto salire tutti sul palco e mi hanno premiato per aver fatto le migliori acconciature. Sono rimasto felicissimo perché non me lo aspettavo. Questa cosa mi ha dato anche una spinta, ho pensato: “qualcuno crede in me, posso andare avanti”.

Una bella esperienza che il Don Bosco mi ha permesso di fare è stata quella del campo scuola a Fondi/Sperlonga. Noi ragazzi, i salesiani e gli operatori siamo stati ospiti in una bella casa in montagna. C’era una grande terrazza che affacciava sulla città e lì facevamo braciolate e karaoke tutti insieme appassionatamente. Siamo stati al monastero San Magno dove si respirava un’ aria fantastica di tranquillità e rilassatezza che in città è difficile da trovare. Abbiamo fatto una lunga passeggiata sul lungomare di Sperlonga di sera, abbiamo avuto l’onore di avere per una giornata una piscina tutta a nostra disposizione e per finire siamo andati anche a San felice Del Circeo dove siamo arrivati sulla vetta della montagna che cadeva a strapiombo sulla città ed il mare (mi sembrava di volare). E’ stata una esperienza che non dimenticherò mai nella vita. Devo ringraziare con tutto il cuore chi ci ha permesso di partecipare e spero che tanti altri ragazzi possano avere la possibilità di fare questa magnifica esperienza per divertirsi e guardarsi dentro.

In estate poi con gli operatori del Centro avevamo iniziato a parlare sulla possibilità di fare un tirocinio. Abbiamo contattato alcuni parrucchieri e un barber shop aveva dato la disponibilità. Il proprietario però ha poi avuto un problema e non si è fatto più sentire. Non mi sono fatto buttare giù perché non puoi farti buttare giù. Dopo il percorso che avevo iniziato non potevo mollare. E’ arrivata poi l’idea di fare il servizio civile al Centro Don Bosco. Era una cosa buona perché potevo acquisire più esperienza e sarebbe stata una bella occasione educativa , di crescita umana e professionale. Ho fatto la selezione e l’ ho superata. E’ una bella opportunità, inizi ad avere responsabilità più grandi. Nella vita bisogna cogliere le occasioni che capitano. Le esperienze, belle o brutte fanno crescere, si impara sempre qualcosa. In questa situazione so che posso aiutare i ragazzi perché prima ho fatto il corso io e in alcuni momenti li posso capire. Quando vedo che un ragazzo non riesce a fare qualcosa mi rivedo nella stessa situazione e cerco di dargli dei consigli. Gli dico che non si può saper fare tutto subito, poi con dedizione e tempo le cose si imparano, più volte le fai e migliori sono i risultati. Di recente c’è stato anche un episodio molto complicato che è accaduto fra i ragazzi e io mi trovavo là in mezzo. Ho capito che bisogna avere sempre trenta occhi, stare sempre attenti. Ora vedo le cose dall’altro lato e pure per gli operatori è difficile, finché non ci passi non lo capisci. Ci tengono ai ragazzi, ci lavorano, cercano di comprendere. Io non pensavo ci fosse tutto questo lavoro dietro.

Voglio dirvi una cosa che per me è stata molto importante negli ultimi anni. Nel mio breve percorso di vita non mi ero mai posto degli obiettivi. Nessuno mi aveva consigliato di farlo. Ho scoperto invece che è una cosa fondamentale. L’anno del corso per la prima volta me ne sono posti un po’: volevo prendere l’attestato, la patente, risolvere i miei problemi personali per stare meglio. Ne sono uscito vincitore su tutti i fronti.

Ora il mio obiettivo è di andare a lavorare in un barber shop. Quando ho fatto il corso ho avuto la possibilità di imparare il taglio uomo e la cura della barba che sono le cose che voglio fare nella vita. Abbiamo imparato le basi ma poi ti accorgi che ci sono tante cose da imparare, ci sono diversi stili, non si finisce mai. Nel futuro vorrei essere felice ed orgoglioso del mio lavoro e della mia famiglia, se riuscirò a costruirmela.

Nella mia piccola esperienza di vita ho capito che non puoi essere sempre sereno. Verranno le nuvole e la pioggia, ma bisogna pensarla sempre in positivo perché si sa che dopo la tempesta sbuca sempre l’arcobaleno e ogni volta è sempre più colorato.