Aggiungi un posto a tavola, la solidarietà familiare è un gesto semplice.

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M. raggiunge l’Italia circa 5 anni fa, all’età di 13 anni, è egiziano; a 17 anni arriva presso la Casa Famiglia del Borgo Ragazzi don Bosco e qui resta fino a gennaio scorso, quando ha compiuto 18 anni.

La Casa Famiglia del Borgo, oltre ad ospitare giovani fino alla maggiore età, si occupa anche di accompagnare il ragazzo durante il percorso di autonomia perché, se è vero che per legge un ragazzo di 18 anni è adulto, nei fatti, la maggiore età rappresenta solo un numero che quasi mai corrisponde ad una piena autonomia del giovane. Per tale motivo, la Casa Famiglia accompagna il percorso d’uscita dalla casa attraverso vari progetti, e uno di questi è la solidarietà familiare.

«Finito il corso sull’affidamento e sulla solidarietà familiare – racconta Francesco, uno dei papà che fa parte delle famiglie solidali – il Movimento Famiglie Affidatarie e Solidali ci ha chiesto la nostra disponibilità in merito all’opportunità di sostenere un ragazzo, sottoponendoci tutta una serie di proposte e soluzioni diverse a seconda delle nostre possibilità.» Il ventaglio di proposte che il Movimento offre è assai variegato, si va dall’affido vero e proprio, quello regolamentato dalla legge 149/01 fino ad arrivare ad un sostegno al ragazzo che prevede un rapporto amicale passando per il supporto esterno alla Casa Famiglia.

«Avevo sentito già altre volte parlare d’affido – continua Francesco –  e conosco famiglie che hanno preso ragazzi in affido ma non avevo mai sentito parlare di solidarietà familiare. Anche gli altri partecipanti del corso erano orientati soprattutto verso l’affido poiché è la materia nota ai più».

In concreto, la solidarietà familiare consiste nell’ospitare, nella propria famiglia, i ragazzi a pranzo o aiutarli a svolgere i compiti; nel condividere con loro i giorni di festa o accompagnarli a scuola. Tutte azioni molto banali che però rappresentano, per il minore, un aiuto pratico importante.

«Proprio alla fine del corso mia moglie resta incinta della nostra quarta figlia, quindi il Movimento ci ha consigliato una serie di altre possibilità e tra queste  abbiamo optato per l’idea di affiancarci un ragazzo, che nel nostro caso è stato M. che avrebbe dovuto lasciare la Casa Famiglia a breve. L’affiancamento non era altro che una semplice conoscenza per avere dei riferimenti in più, per far sì che nel momento in cui avesse lasciato la Casa Famiglia avrebbe avuto un ulteriore contatto esterno. Inizialmente siamo andati un paio di volte a pranzo in Casa Famiglia con tutti i ragazzi, la conoscenza è nata in maniera molto naturale, dopodiché abbiamo iniziato a conoscerlo e a frequentarlo anche fuori; avendo 4 figli, di cui 3 impegnati nello sport anche il fine settimana, siamo stati agevolati molto nella conoscenza perché, avendo tanti impegni, abbiamo semplicemente invitato il ragazzo a venire con noi: quindi vedere le partite dei piccoli oppure venire alle mostre. In seguito è venuto anche a pranzo a casa, ha trascorso con noi il Natale e la frequentazione si è allargata in maniera normale e naturale come una qualsiasi amicizia. Lui adesso il pomeriggio lavora quindi ci incontriamo il fine settimana, un paio di volte al mese e quando viene a trovarci, i ragazzi sono contentissimi di vederlo.»

Azioni semplici, al limite della banalità ma che risultano essere efficaci al fine di offrire al ragazzo una conoscenza che vada oltre la cerchia di relazioni abituali, le quali non sempre sono positive per i giovani che vivono in condizioni di disagio più esposti a situazioni a rischio. Per questo motivo la Casa Famiglia, in sinergia con il Movimento Famiglie Affidatarie e Solidali, cerca attraverso i propri progetti di coinvolgere le famiglie del territorio a rendersi disponibili poiché possono cambiare la vita di un ragazzo offrendo anche solo un momento di convivialità.

Oggi M. ha preso in affitto una stanza insieme ad un suo connazionale nonché collega di lavoro grazie all’aiuto di uno degli educatori, continua ad essere in contatto con la sua famiglia solidale e il suo percorso di autonomia sta procedendo senza complicazioni. Vorrebbe andare a trovare la sorella in Germania e vorrebbe anche andare a far visita ai suoi genitori in Egitto, il primo desiderio lo realizzerà non appena avrà il suo visto, il secondo per il momento dovrà attendere.