Il servizio civile è stato come un viaggio

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La testimonianza di Eleonora, una giovane volontaria che ha "attraversato" l'oratorio. Imparando quello che solo qui si può imparare

 

Ho avuto tante opportunità in molti posti per prestare il mio servizio civile, ma non avrei potuto fare scelta migliore nel preferire il Borgo Ragazzi Don Bosco. Sono passati dodici mesi da quando ho conosciuto e mi sono inserita in questo bell’ambiente giovane e allegro.

Penso che il modo migliore per descrivere il Borgo sia raccontare la prima volta che ci sono stata. Era una fredda e piovosa mattina di Gennaio e, mentre ero a casa, il cellulare ha squillato: era il responsabile del servizio civile che mi comunicava che il Direttore dell’Oratorio del Borgo voleva incontrarmi nel pomeriggio. Così, mi sono preparata e, preso l’ombrello, alle 16.30 ero davanti al cancello del Borgo. La mia prima impressione è stata: “Wow, quanto è grande questo posto!”.

Mi sono addentrata all’interno, alla ricerca di quel famoso Direttore che voleva incontrarmi. Sono passata davanti al campetto di calcio e c’erano molti ragazzi che giocavano a calcio, nonostante il tempo grigio. Ho salito i gradini e mi sono ritrovata davanti alla porta del bar.

Sbalordita dalla sua grandezza, mi sono girata e ho chiesto del Direttore dell’Oratorio alla prima persona che ho visto. Incredibilmente, avevo chiesto di Don Giorgio proprio a Don Giorgio (con il passare del tempo mi sono resa conto quanto sono stata fortunata ad averlo trovato subito!). Siamo andati nel suo ufficio e mi ha illustrato tutte le attività del Borgo. Quando sono andata via, non vedevo l’ora di essere richiamata per avere la conferma che avrei iniziato il mio servizio civile proprio lì dove, nonostante la pioggia, c’era tanta vitalità. E il 5 febbraio ho cominciato il mio viaggio all’interno dell’oratorio, perché è stato proprio un viaggio. Ho imparato a conoscere le persone che ne fanno parte (soprattutto il gruppo di animatori che ormai considero miei amici!); a farmi rispettare da chi non conosce la parola “rispetto”; a condividere le belle e brutte notizie; a ritrovare il sorriso quando qualcuno mi chiedeva di giocare a biliardino (anche se la mia fama di pessima giocatrice è ormai nota in tutto l’oratorio); a scherzare con chi si crede un “duro”; a conoscere quasi tutti i nomi e a far conoscere il mio nome (anche se ancora qualcuno mi chiama Elena o Elisa!).

Oltre ai ragazzi, ho imparato a conoscere la vita salesiana attraverso il volto di chi ha deciso di donare una vita al servizio dei giovani e pertanto vorrei ringraziare: Don Giorgio, Don Stefano, Checco, Jarek, Alessandro, Tomek, Angelo, Matteo, Paolo, Claudio, Luca, Alessio e Marco.

Credo che una volta solcato il cancello del Borgo, sia impossibile riuscire ad allontanarsi!

Vorrei poter ringraziare tutti e scrivere qualcosa per ognuno, ma ci vorrebbero giorni e soprattutto un libro intero, così nel mio piccolo vorrei ringraziare: la mia amica collega Shari per aver condiviso con me quest’anno; Don Giorgio perché mi ha permesso di vivere quest’anno in pieno senza ostacolare i miei bisogni; Don Stefano che con le sue apparizioni in oratorio ci dava la carica per continuare la giornata; Marinella che ha ascoltato (e spero continuerà ad ascoltare) i miei problemi e i miei traguardi; i miei amici aspiranti, prenovizi e tirocinanti che mi hanno aiutato ad interagire con i ragazzi; i miei amici animatori e non solo: Veronica, Max, Davide, Lorenzo, Simone, Giulia, Silla, Monia, Valerio, Michela, perché la loro vicinanza ci ha permesso di conoscerci… e tutti i ragazzi del Borgo!

Grazie per il bellissimo anno trascorso!