Le regole e la giustizia tutelano i più deboli

Pubblicato il:

‹‹Il Borgo Ragazzi don Bosco trasmette i valori cristiani che dovrebbero sempre accompagnare la vita di un atleta e di un dirigente sportivo››, ha sottolineato Alfredo Trentalange, ex arbitro internazionale di calcio, al convegno “Esportiamo la periferia”. L’evento che si è svolto lo scorso 30 giugno, a Roma, nella sede del Coni, per celebrare il 50° anniversario della fondazione della Polisportiva Giovanile Salesiana.
Trentalange, di origine torinese, ha raccontato la sua esperienza come arbitro, iniziata all’età di quindici anni, nelle categorie regionali di calcio, del settore giovanile. Appartenente alla sezione AIA (Associazione Italiana Arbitri) di Torino, nel 1997 ha ricevuto il prestigioso premio Mauro, massimo riconoscimento per i direttori di gara italiani; ha anche collezionato diverse apparizioni nella UEFA Champions League, l’ultima delle quali nel 2002 in occasione della gara Bayer Leverkusen – Olympiakos.

 

‹Grazie all’amore per il mio lavoro, mi sento fortunato, perché ho compreso l’importanza delle regole e del ruolo di un arbitro», ha spiegato Trentalange. «Le regole e la giustizia sono un mezzo a tutela dei più deboli, delle persone leali e di quelle in difficoltà. Sono strumenti volti ad educare le persone e ad offrire un’ opportunità di crescita e riscatto per tutti; le regole favoriscono la pace e la serena convivenza tra gli esseri umani››.
Secondo Trentalange, che è stato anche insegnante, essere educatori oggi è difficile, perché ‹‹nell’educazione non si possono fare cose nuove e diverse, se non si è nuovi e diversi. Invece, oltre al disagio giovanile, noto oggi il disagio degli adulti, che non hanno più il tempo e i fondi economici da investire nell’educazione. Quindi, oggi educare i ragazzi è una sfida, come quando si gioca una partita di calcio›. Anche per questo lo sport è uno strumento educativo di cui non si può fare a meno, e in cui quindi conviene investire, perché «l’educazione costa, ma l’ignoranza costa ancora di più».

 

Attualmente Trentalange ricopre il ruolo di osservatore degli arbitri UEFA (Union of European Football Associations) e dal 1º gennaio 2012 è componente della commissione arbitrale FIFA (Fédération Internationale de Football Association). È anche direttore di una comunità terapeutica dell’ANFAS (Associazione Nazionale di Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), esperto di musicoterapia e delle attività riabilitative non farmacologiche in psichiatria al Fatebenefratelli di San Maurizio Canavese. Laureato in Scienze Motorie e Sportive, dalla primavera del 2008 ha insegnato religione presso le scuole salesiane “Edoardo Agnelli” e nel centro di formazione professionale CNOS-FAP (Centro Nazionale Opere Salesiane / Formazione Aggiornamento Professionale).

di Roberto Alessandrini

PageLines