Mettersi in gioco con prove di difficoltà e di pazienza

Mettersi in gioco con prove di difficoltà e di pazienza

Il racconto di una ragazzo che ha fatto la sua esperienza di tirocinio in Casa Famiglia

di Daniela Amato

Da italiana nata e cresciuta in Germania, ho sempre coltivato il rapporto che mi lega con l´Italia. Per questo motivo ho colto l´occasione che la mia università in Germania mi ha dato per effettuare un tirocinio in Italia e ho scelto di intraprendere un percorso formativo in una Casa Famiglia. Avevo voglia di mettermi alla prova lavorando in un ambito nuovo e da me sconosciuto. Venendo da una esperienza lavorativa di 2 anni e mezzo in psichiatria per adulti non avevo mai lavorato con dei ragazzi. Era mio desiderio mettermi in gioco lavorando anche in questo campo, ampio di professionalità educativa nonchè difficoltà e prove di pazienza.  Allo stesso tempo mi affascinava l´idea di conoscere l´ambito lavorativo italiano.

La mia esperienza al Borgo Ragazzi Don Bosco è iniziata a settembre 2015 quando sono andata per presentarmi e per conoscere la struttura. Il pomeriggio passato in Casa Famiglia mi ha trasmesso da subito un senso di familiarità ed accoglienza, sensazione trasmessa anche dall´atmosfera creatasi all´incontro di inizio anno con tutti i tirocinanti e i volontari del Borgo. Il fatto che la maggior parte delle persone presenti all’incontro già si conoscevano, ha alimentato quel senso di familiarità percepita. La positività di quel luogo mi ha impressionato molto. Quel giorno ha acquisito la sicurezza di voler svolgere il tirocinio in Casa Famiglia del Borgo Ragazzi Don Bosco.

Il mio tirocinio è iniziato ufficialmente a gennaio del 2016. Ho avvertito subito un forte senso di unità e comunità. In tanti sono i collaboratori, educatori, tirocinanti e volontari a passare sia dal Borgo sia dalla Casa Famiglia giorno per giorno. Questa realtà educativa fatta di sforzi, tanto impegno e a volte qualche delusione vive allo stesso tempo grazie all´affetto, la partecipazione, la volontà e la professionalità di tutti coloro che vivono la realtà del Borgo.

A differenza dei tirocinanti che studiano in Italia ho frequentato la Casa Famiglia tutti i giorni. Questo mi ha permesso di entrare da subito nelle dinamiche della Casa e di conoscere i ragazzi. Pranzando o cenando tutti i giorni insieme, passando i pomeriggi e anche qualche sera o fine settimana insieme a loro ho avuto la possibilità di farmi conoscere e di conoscerli. Dopo poco tempo i ragazzi mi consideravano parte dell‘equipe quotidiana. Queste circostanze hanno reso possibile creare con i ragazzi un rapporto basato sulla fiducia.

Mi sono sentita da subito parte della Casa Famiglia, cosa che mi ha aiutato molto ad aprirmi in modo spontaneo e sincero con tutti e allo stesso tempo mi ha permesso di contribuire al lavoro quotidiano in Casa Famiglia. Il sostegno e le spiegazioni ottenute dagli educatori mi hanno aiutato a confrontarmi meglio con i ragazzi. Presto mi sono sentita abbastanza sicura nel muovermi in Casa e a volte a prendere anche l´iniziativa.

Mi ha sorpreso il rapporto creatosi tra educatori e ragazzi. Nonostante le problematiche dei ragazzi, gli educatori sono stati in grado di creare dei rapporti stabili e sinceri. La familiarità che la Casa Famiglia dà e dimostra si sente da subito vivendo la quotidianità. Ho  trovato altrettanto impressionante, per la loro semplicità e sincerità, i rapporti tra i ragazzi e i volontari e tirocinanti. Non mi aspettavo una simile atmosfera positiva e accogliente.

Questa esperienza mi ha dato la possibilità di conoscere gran parte della realtà del Borgo, iniziando dalla Casa Famiglia, passando per il Centro Diurno e i suoi vari laboratori. In questo modo ho potuto conoscere altri collaboratori, educatori, tirocinanti e volontari, tutti impegnati a dare il meglio di sè per poter aiutare e sostenere i ragazzi. Ho trovato tutti molto disponibili a spiegarmi i vari progetti.

Una delle più belle esperienze vissute dentro al Borgo è stata la Festa di Don Bosco, che ha visto la partecipazione di tantissima gente che condivideva lo spirito giusto per accompagnare tutti i ragazzi legati al Borgo. L´atmosfera positiva e allegra si percepiva da subito.

Ripercorrendo i tre mesi trascorsi in Casa Famiglia e dentro la realtà del Borgo Don Bosco si rafforza la mia certezza di aver fatto un esperienza intensa ed unica. Sono convinta di essere cresciuta tantissimo sopratutto umanamente e ringrazio tutti i ragazzi, educatori, tirocinanti e volontari che ho avuto il piacere di conoscere in questi tre mesi e che mi hanno accompagnato in questa mia esperienza.