Iniziare con gioia

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Esperienze di giovani in missione ad Alessandria d'Egitto

Sentirsi accolti in Egitto come fossimo a casa, così è iniziata la nostra avventura… non è servito molto tempo: da subito mi sono lasciato catturare dall’ambiente che mi accompagnerà in questo mese ad Alessandria. Non è la mia prima volta in Egitto, sono stato per periodi brevi a Il Cairo, sempre all’interno del progetto di animazione missionaria dei salesiani dell’Italia centrale con il Medio Oriente. Arrivato da solo, ho sentito sin dai primi momenti il calore (in tutti i sensi…) dell’Egitto. L’opera salesiana di Alessandria è speciale, ci sono cristiani e musulmani insieme: a scuola, in oratorio, nei cammini proposti, come quello per diventare animatori… la differenza di fede non crea barriere, anzi, è l’occasione perfetta di incontro e la base per creare rapporti di pace e di amicizia. Mi sono bastati i primi due giorni per respirare questo clima bellissimo. I ragazzi che frequentano l’oratorio sono portatori sani di gioia e di affetto. “Noi facciamo consistere la santità nello stare molto allegri” diceva San Domenico Savio, ignaro che questa regola di vita sarebbe diventata un marchio di fabbrica nell’altra sponda del Mediterraneo. L’estate ragazzi consiste in questo flusso di sorrisi e maglie gialle con balli, bans, giochi, attività e momenti formativi sul tema della famiglia. Don Bosco è veramente in tutto il mondo! Gli animatori sono un bel gruppo e organizzano le attività incontrandosi prima dell’arrivo dei ragazzi, qualche volta si trattengono anche dopo la fine  delle attività, e poi tornano il pomeriggio nell’orario di apertura dell’oratorio. Traspare la voglia di stare insieme e di condividere l’essenziale. La lingua non è un grosso ostacolo, ogni giorno imparo qualche parola in arabo, molti animatori parlano un po’inglese, in pochi parlano l’italiano, ma farsi capire non è un problema, spesso non serve parlare. Ammetto che a fine giornata ho l’impressione di conoscere questi ragazzi da tanto tempo e di averci parlato per ore.

Oltre all’oratorio, nell’opera salesiana c’è la scuola tecnica, un vero gioiello che permette a tanti ragazzi di fare un investimento importante sul proprio futuro. È una scuola italiana e durante l’estate si organizzano dei corsi di lingua per permettere il superamento del test di ammissione all’istituto. Antonio, e gli altri volontari italiani che arriveranno, è impegnato insieme ai professori, spendendosi nelle lezioni mattutine, nelle ripetizioni pomeridiane e nella correzione dei compiti fatti dai ragazzi. Nei momenti liberi, anche io cerco di conoscere i ragazzi della scuola e aiutarli come posso, per questo due ragazzi vengono il pomeriggio, prima delle attività oratoriane, per fare ripetizioni di italiano con me. Un’oretta, qualche esercizio di grammatica con uno stile più informale…a me sembra poco ma per loro vale tantissimo e si vede dalla loro dedizione.

Da ultimo, ma assolutamente non per importanza, c’è una costante che ci accompagna e ci accompagnerà: la preghiera. Ogni mattina celebriamo la messa, solitamente dalle suore Figlie di Maria Ausiliatrice, pregando anche le lodi, la sera ci ritroviamo con tutta la comunità salesiana per i vespri e una lettura spirituale, e a fine giornata facciamo un po’ di condivisione tra noi volontari italiani, raccontandoci ciò che ci è capitato, ringraziando il Signore per quello che stiamo vivendo e affidandoGli questa missione.

In questi primi cinque giorni, sto sperimentando la “contemplazione nell’azione” tanto cara a Don Bosco: stare con i ragazzi e mettersi al loro servizio è preghiera. Sicuramente questo inizio scoppiettante è un buon presagio e spero che la nostra permanenza  alessandrina possa portare frutto. Dio benedica i salesiani in Egitto!

Marco Fulgaro