- 25 anni
- 125 ragazzi accolti (96 ragazzi e 29 ragazze tra i 12 e i 18 anni);
- 37 italiani e giovani da 33 nazionalità diverse da 4 continenti;
- 50 ragazzi affiancati da famiglie affidatarie o solidali;
- oltre 200 volontari, insieme a Salesiani, educatori, volontari del servizio civile e tirocinanti;
- la nascita e lo sviluppo del Movimento delle Famiglie Affidatarie e Solidali e della Comunità Semiresidenziale.
Inizia così il racconto di Alessandro Iannini, psicologo e responsabile della Casa Famiglia del Borgo Ragazzi Don Bosco, che festeggia il traguardo dei suoi 25 anni.
«Mi piace pensare alla Casa Famiglia come ad un luogo che apparentemente rimane fermo, saldo, sicuro – con il suo giardino, la grande sala da pranzo, l’ufficio, le stanze per lo studio, le stanze dei ragazzi, i momenti condivisi – ma allo stesso tempo un luogo dove passa tanta vita, sempre abitata e in movimento, si avvicendano persone, si creano legami fuori e dentro, in un groviglio non sempre facile da decifrare. È uno spazio di relazioni profonde, sogni, progetti, cadute e ripartenze dove adulti e ragazzi, che accettano la scommessa di farsi accogliere, crescono insieme e creano legami preziosi che durano nel tempo.
Per me la casa famiglia è fatta soprattutto di volti e persone con le quali è sempre bello incontrarsi di nuovo, provare emozioni e sentire la vita; ognuno è stato, a suo modo, un dono unico e irripetibile. E nel ricordarle tutte, un ricordo speciale va a chi ha fatto parte di questo percorso e ci ha lasciato troppo presto, come Simone, Massimo, Umer tra i ragazzi e Carlos e Simona tra gli educatori. Per custodire il loro ricordo, abbiamo piantato degli alberi che continuano a crescere con noi, che ci aiutano a non dimenticare e che accarezzano il sogno di averli sempre qui.
Ma è bello vedere che la Casa Famiglia continua a essere una “casa di cuore” parafrasando don Bosco che ha detto che “l’educazione è cosa di cuore e solo Dio ne possiede le chiavi”.
Pur attraverso le inevitabili sfide quotidiane, fatte di difficoltà, conflitti, incomprensioni, fallimenti, resta incrollabile la fiducia nelle potenzialità che ogni ragazzo, accolto così com’è, ha di crescere, migliorarsi e diventare una persona capace di amare perché si è sentita amata.
In questo momento possiamo solo ringraziare per questi primi 25 anni e guardare al futuro con ulteriore gratitudine e speranza. Ci impegniamo a rinnovarci e reinventarci ogni giorno, lasciando ai nuovi ragazzi accolti, agli educatori, ai volontari, uno spazio per portare valore ed esperienze utili per chi verrà dopo.
Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto e che hanno permesso di rinnovare gli ambienti rendendoli sempre più belli e accoglienti (perché la bellezza non sempre è invisibile agli occhi ed i nostri ragazzi ne meritano un po’), perché “il bello educa”.
Nella consapevolezza che la Provvidenza ci accompagna ogni giorno, anche quando non ce ne rendiamo conto, scopriamo e riscopriamo il senso di ogni incontro, come fosse la prima volta.
Un grande grazie a chiunque sia stato, o possa essere in futuro, un mattone di questa speciale “casa di cuore”… e magari, tra i tanti mattoni, ci sei stato e ci potrai essere anche tu 😉»



